Il Poker nel Cinema
Il Poker è
diventato molto celebre non solo per le
sue qualità di straordinario gioco di
scommessa, ma anche perchè è uno dei
giochi più citati nella storia del
Cinema. In qualche caso il gioco è
diventato il grande protagonista di un
film. Stiamo parlando del Poker coperto
e anche della Teresina (Poker scoperto).
Il
giocatore di professione
In molti
film il Poker è presente come metafora
di uno scontro accanito e ricco di colpi
di scena. Ma spesso il cinema lo
presenta come elemento già di per se
significativo: momenti di partita
eccezionali, scontri fra combinazioni
paradossali, sfide fra giocatori ricchi
di carattere e ambiguità. Il Poker è un
gioco generoso e si presta volentieri ad
essere momento forte di una
sceneggiatura.
Il cinema ha costruito una figura
celebrativa del gioco nel gambler, il
giocatore di professione, che è molto di
più di un accessorio ambientale. Da una
tradizione letteraria che risale a Mark
Twain e a Jack London proviene
l'immagine di giocatori "sinistri",
faccia impassibile e bocca serrata,
spesso con bretelle e una piccola
visiera sulla fronte, raccolti intorno a
tavoli fumosi e saturi di tensione. Sono
i protagonisti di film gangster, ma
soprattutto di moltissimi western.
E' il western che dà al Poker lo
spessore di un elemento costitutivo di
un'epoca: il cinema ci consegna il Poker
come il grande gioco della Frontiera,
molto più dei dadi o del Faraone. Questo
sembra ovvio e naturale, visto che
nascita e diffusione del gioco sono
andate di pari passo con la lunga epopea
del West. Ma i film western producono
anche qualcosa di più: l'immagine del
gambler non si dimentica. Il giocatore
del west diventa spesso il protagonista
di scene molto significative, anche
quando sono brevi e il gioco appare di
sfuggita e solo per qualche momento.
Il gambler è di solito raffigurato in
modo insolito rispetto al quadro
consueto dello scenario western: si
distacca in modo vistoso e riconoscibile
dalla massa dei frequentatori di un
saloon, per lo più cow boys e
allevatori, polverosi e sciatti. Il
gambler ha quasi sempre un'immagine da
gentleman: azzimato, curato nei
dettagli, di eleganza sofisticata e
cittadina. Di solito è maschio, bianco,
adulto, viene dalla costa Orientale o
dal Sud degli Stati Uniti e conosce le
buone maniere. Non ha il piglio
aggressivo e invadente del pistolero o
del cow boy: è piuttosto un personaggio
insinuante e defilato, ma dotato sempre
di fascino e attrazione fatali.
Come variazione sul tema, nel film
western non mancano esempi straordinari
di giocatrici professioniste:
avventuriere senza scrupoli, ma
autentiche gentildonne
nell'abbigliamento e nei modi. Sono
seducenti e vampiresche nel gioco, anche
se spesso un po' freddine nel privato.
Sul piano dei valori e dei rapporti
sociali, il gambler è per lo più
raffigurato come un individuo di cui
diffidare: anche se ha una buona cultura
e un linguaggio forbito, è avido e
interessato solo al denaro. Spesso la
sua mancanza di scrupoli lo porta alle
azioni più abbiette: quasi sempre si
conferma infido e baro. A volte è
persino uno spregevole criminale, capace
di utlizzare la sua intelligenza di
gioco per elaborare piani complicati e
addirittura omicidi pur di mettere le
mani sul malloppo.
In sintesi il gambler è il vero
"demonio" del western: approfitta della
stolida ingenuità di cow boys ubriachi,
allevatori arroganti e pionieri
creduloni. Seduto al tavolo da gioco con
giacca e panciotto, è quasi sempre
fornito di una piccola pistola Derringer
a due colpi, che nasconde nel taschino
del gilet o nella manica di una camicia
con gli jabots, pronto a colpire a
tradimento.
Soltanto in qualche caso il gambler
acquista uno spessore che lo fa uscire
dall'oleografia: si tratta sempre di
figure drammatiche, cinicche e amorali,
ma dotate di una forte dignità e di
passioni che provengono da un oscuro
passato. Qui lo stereotipo del gambler
diventa meno ovvio e decolla verso la
costruzione di personaggi dallo spessore
mitico: valgano per tutti l'asciutto e
romantico Hatfield, il giocatore di
"Ombre rosse", e la leggendaria figura
di Doc Holliday nelle tante
ricostruzioni della celebre "Sfida
all'O.K.Corral".
Proponiamo qui, in ordine alfabetico,
alcuni film in cui il Poker è un
elemento significativo. E' una lista di
partenza, che contiamo di aggiornare
anche con il vostro aiuto. Mandateci
schede con titoli, descrizioni, dettagli
e noi le pubblicheremo con l'obettivo di
avere un dizionario del Poker nei film
completo e aggiornato.
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I Film
Asso
di Castellano e Pipolo, 1981
con Adriano Celentano, Edwige Fenech,
Renato Salvatori
Abilissimo al tavolo da gioco, Asso
(Celentano) è un campione di Poker
bizzarro e istrione. Viene ucciso per
invidia alla viglia delle nozze con la
bella fidanzata (Fenech). Ritorna come
fantasma per aiutare l'amata a prendere
un marito e finalmente lo scova in un
giovane giocatore molto abile, detto il
"varesino ". Trova anche il modo di
vendicarsi dei suoi avversari e finisce
per giocare un'impossibile mano di Poker
con Dio.
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Butch Cassidy di George Roy Hill,
1969
con Paul Newman, Robert Redford,
Catherine Ross
La
storia dei protagonisti della
leggendaria banda di fuorilegge chiamata
il Mucchio Selvaggio. Butch Cassidy
(Newman) e Sundance Kid (Redford) sono
due svaligiatori di banche che decidono
di cambiare obiettivo e si mettono a
rapinare treni: entrambi sono innamorati
di Etta (Ross), una maestrina delicata e
sognatrice. Ma la reazioni dei "Signori
delle Ferrovie" è implacabile: i due
sono braccati senza tregua dai
poliziotti dell'agenzia Pinkerton. La
loro fuga si conclude in Sudamerica,
dove cercano di riprendere la loro
attività di fuorilegge, ma cadono in
un'epica battaglia finale contro
l'esercito locale.
Memorabile la presentazione dei due:
dopo avere scoperto che la banca che
vuole svaligiare è difesa come un
fortino, Butch entra un po' depresso in
un saloon. Qui il suo amico Sundance sta
giocando a Telesina con un gambler.
Sundance è fortunato e si aggiudica un
piatto. Il gambler si innervosisce e lo
accusa di barare: la tensione sale di
colpo e si sfiora il duello. Ma
l'intervento di Butch salva la
situazione e il gambler chiederà scusa a
Sundance. Comunque questi, prima di
andarsene, si volta di colpo, estrae e
spara con la sinistra (Redford è
mancino), facendo volare la pistola del
gambler a terra. Ballata wobbly piena di
malinconica ironia.
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California poker di Robert Altman,
1974
con Elliott Gould, George Segal
Due
avventurieri sbandati e pasticcioni,
Charlie Waters (Gould) e Bill Denny
(Segal), tentano il colpo grosso nella
saletta di poker di un casinò a Reno.
Lunga e avvincente la partita a Poker in
una saletta del casinò, con una mano
finale mozzafiato. Sessantottesco.
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La
casa dei giochi di David Mamet, 1987
con Joe Mantegna, Lindsay Crouse
Margaret (Crouse) è una psicanalista
famosa che cerca di aiutare un giovane
paziente ricattato da una banda di
giocatori d'azzardo. Entra in contatto
con loro nel locale dove giocano e
conosce Mike, il capo dei giocatori
(Mantegna). Questi la coinvolge in una
partita di Poker e le chiede di aiutarlo
contro un avversario duro e aggressivo.
Mentre lui si allontana con una scusa,
Margaret dovrà osservare attentamente i
gesti dell'avversario: se giocherella
con l'anello, vuol dire che bluffa.
Nella mano decisiva, Mike ha tre Assi e
punta: il suo avversario, che ha preso
una carta, rilancia alto. Mike si
allontana e la psicanalista osserva
l'uomo toccarsi l'anello. Convince Mike
a vedere, convinta che sia un bluff. Ma
alla fine scopre che la pistola usata
dal giocatore per rafforzare le sue
minacce è finta: la partita era un
trucco per metterla alla prova e
soltanto alla fine del film capirà di
essere la vittima prescelta per una
sofisticata truffa organizzata dalla
banda della "Casa dei giochi". Margaret
reagirà con violenza, finendo per
uccidere Mike. Feroce.
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C'era una volta... il West di Sergio
Leone, 1968
con Henry Fonda, Charles Bronson,
Claudia Cardinale, Jason Robards,
Gabriele Ferzetti
Nella
parte finale del film Morton (Ferzetti),
il magnate delle ferrovie, viene
sequestrato nel vagone del suo treno
personale dagli sgherri del suo ex
braccio destro, lo spietato killer Frank
(Fonda). I fuorilegge ingannano il tempo
con una partita a Poker: Morton chiede
di unirsi al gioco e mostra un mazzo di
banconote. Queste gli permettono di
comprare i fuorilegge mercenari con
l'obiettivo di eliminare Frank, che però
riuscirà a sfuggire all'agguato con
l'aiuto del misterioso Armonica
(Bronson).
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Cincinnati Kid di Norman Jewison,
1965
con Steve Mc Queen, Edward G. Robinson,
Karl Malden, Ann Margret, Joan Blondell
Nella
New Orleans degli anni '30 Cincinnati
Kid (Mc Queen) è un giovane giocatore di
Poker che in breve tempo diventa celebre
per la sua abilità e il suo sangue
freddo. Il successo lo porta a sfidare
Lancey Howard, il re del Poker
(Robinson): questi è un gentiluomo dallo
sguardo sardonico, accompagnato da
Ladyfingers, una giocatrice altrettanto
brava (Blondell). La partita è un evento
da non perdere: ci sono ragazzini che
cercano di osservarla arrampicati sui
lampioni. All'inizio il giovane astro in
ascesa prevale, ma nonostante i consigli
del cartaio (Malden) e le pressioni
della sua ragazza (Margret), continua
nella sfida: memorabile la mano finale
di Telesina con una Scala Reale di Cuori
del campione contro un Full di Donne di
Cincinnati Kid (il Colore non bastava).
Battuta conclusiva di Lancey Howard:
"Non te la cavi male, ragazzo, ma finchè
ci sarò io, sarai soltanto secondo".
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I
compari di Robert Altman, 1971
con Julie Christie, Warren Beatty
In una
città mineraria del west, John Mc Cabe
(Beatty) è un avventuriero che fa il
gambler e bara al gioco. Lo aiuta la
prostituta Constance Miller (Christie)
che gestisce un bordello insieme a lui.
Le vicende di due avventurieri
disperati. Qui il gioco non aiuta.
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La
conquista del West di Cecil B.
DeMille, 1936
con Gary Cooper, Jean Arthur, Charles
Bickford, James Allison
Su un
battello il giovane pistolero Wild Bill
Hickock (Cooper) risale il Missouri
verso il selvaggio west con il suo amico
Buffalo Bill Cody (Allison). Questi
gioca a poker con un gambler torvo e
arrogante, che ha cappello e sigaro,
occhi sfuggenti e baffetti viperini. Ben
presto perde molto e Wild Bill prende il
suo posto al tavolo: ma anche lui perde
fino a che non si gioca il vecchio
orologio di famiglia. Il gambler vince
la mano con un colore, ma Wild Bill
estrae la pistola e gli scopre una carta
nel cappello. La battuta é: "Gli uomini
come voi dovrebbero essere marcati".
Arrivato a Deadwood, Wild Bill, insieme
alla sua spasimante Calamity Jane
(Arthur), si batte contro una banda di
trafficanti che vendono armi agli
indiani. Li disarma e li raccoglie
attorno a un tavolo del saloon:
giocheranno a Poker in attesa
dell'arrivo dell'esercito. La partita
comincia e le carte di Wild Bill sono
una Doppia agli Assi con gli Otto, di
Picche e Fiori. A questo punto si sente
uno sparo: uno dei fuorilegge lo ha
colpito alle spalle. Il richiamo è alla
vera storia di Hickcok, una delle
leggende del west, per cui chi ha un
punto simile in mano ha una "Doppia al
morto". Da album di famiglia.
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Doc
di Frank Perry, 1971
con Stacy Keach, Faye Dunaway
A
Tombstone, Arizona, la sfida fra i
fratelli Clanton e gli Earp spalleggiati
dal pistolero Doc Holliday (Keach), che
qui è un giocatore di professione
malinconico e svogliato. Crepuscolare.
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Un
dollaro d'onore di Howard Hawks,
1959
con John Wayne, Dean Martin, Walter
Brennan, Angie Dickinson
Nel
corso di uno scontro all'ultimo sangue
con i fratelli Burdette, il burbero
sceriffo Tom Chance (Wayne) si preoccupa
dell'ordine pubblico: trova il tempo e
la voglia di arrestare al tavolo da
Poker la bella avventuriera (Dickinson)
che fa la giocatrice di professione. La
legge trionfa, ma l'omone rimarrà
sedotto. Il diavolo ha le gambe lunghe.
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Duello al sole di King Vidor, 1946
con Gregory Peck, Jennifer Jones, Joseph
Cotten, Lionel Barrymore, Lillian Gish
Il
padre della bella meticcia Pearl Chavez
(Jones) è un giocatore d'azzardo,
distrutto dall'alcool e dai tradimenti
della moglie. Finirà per ucciderla e per
togliersi la vita. Il film sottintende
che da questa eredità malata e
riprovevole discenda il destino tragico
e violento della bella Pearl, contesa
fra i due figli di un re del bestiame,
l'uno prepotente e violento (Peck),
l'altro dolce e gentiluomo (Cotten).
Operetta tragica.
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Il
fiume rosso di Howard Hawks, 1949
con John Wayne, Montgomery Clift, Joanne
Dru, Walter Brennan
Tom
Dunson (Wayne) è un re del bestiame che
organizza un viaggio difficile e
pericoloso per portare le sue mandre di
buoi dal Texas fino al Missouri. I cow
boy attendono la partenza in un saloon
fumoso: sono tesi e aggressivi. Alcuni
siedono a un tavolo dove giocano a
Teresina, con puntate da un dollaro. Il
vecchio Starkey (Brennan) riesce a
chiudere una Doppia: il suo avversario è
un indiano dall'espressione
impenetrabile che ha due Re scoperti e
rilancia. Starkey non ha più soldi e
decide di giocarsi la dentiera: ma
l'indiano scopre un terzo Re e vince la
mano. Battuta di Starkey: "Chi lo
capisce un indiano, se bluffa o no?".
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I
Gangsters di Robert Siodmak, 1946
con Burt Lancaster, Ava Gardner, Edmond
O'Brian, Albert Dekker
Un
agente delle assicurazioni (O'Brien)
indaga sulla morte di Pete Lum "lo
svedese" (Lancaster), un giovane e
ambizioso gangster della banda di Big
Jim Colfax (Dekker). Scopre che ha
lasciato la boxe per entrare nel crimine
organizzato, fra sale da gioco e partite
di poker, diventando l'uomo di fiducia
del boss. Ma il suo destino è diventato
tragico, quando si è innamorato della
bellissima "pupa del capo" (Gardner).
Giungla d'asfalto di John Huston,
1950
con Sterling Hayden, Louis Calhern, Jean
Hagen, Marilyn Monroe
Uscito
dal carcare, un azzimato ladro di
gioielli (Jaffe) forma una banda per
attuare un colpo audace ed ingegnoso.
Dix Handley (Hayden) è il più esperto
fra i fuorilegge, ma è anche il più
disperato. Partita di Poker prima del
colpo.
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Johnny Guitar di Nicholas Ray, 1954
con Joan Crawford, Sterling Hayden,
Mercedes Mc Cambridge, Ward Bond, Scott
Brady
Vienna
(Crawford) è la proprietaria di un
saloon dove ogni venerdì la banda di
Dancing Kid (Brady) si riunisce per
giocare a Poker. Il saloon ha una
bellissima roulette: quando Vienna si
lascia trasportare dai ricordi del suo
amore per Johnny Logan "Guitar"
(Hayden), cerca di reagire e dice al
croupier "Eddi, fà andare la roulette,
mi piace sentirla cantare". Struggente.
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Maverick di Richard Donner, 1994
con Mel Gibson, Jodie Foster, James
Garner, James Coburn
Brett
Maverick (Gibson) è un giocatore
d'azzardo che vuole trovare i soldi per
iscriversi al campionato di Poker più
famoso del West. Il campionato si svolge
su un battello da fiume e ha un
andamento spettacolare e cruento. La
sfida finale è fra i migliori giocatori
di Poker e Teresina: il Commodoro
(Coburn), Annabelle (Foster), un
messicano e persino il padre di Maverick
(Garner). La mano decisiva è il più
improbabile intreccio di combinazioni
che si possa immaginare: un Poker, una
Scala Reale di Cuori e la Scala Reale
Massima di Picche che Maverick chiude
con un Asso di Picche. Carnevalesco.
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Ombre rosse di John Ford, 1939
con John Wayne, Claire Trevor, Thomas
Mitchell, John Carradine, Louise Platt
Nel
1880, una diligenza sta partendo da
Tonto per Lordsburg. Una delle persone
in partenza è la signora Mallory
(Platt), una delicata gentildonna
dell'est, che aspetta un bambino: al
momento di salire non si sente bene e
viene premurosamente accompagnata a
rinfrescarsi in un albergo. Qui la
incontra un giocatore di professione,
Hatfield (Carradine), che poi siede al
tavolo da gioco e la osserva dalla
finestra. La battuta è "allora, cow-boy,
non hai mai visto un angelo?".
E' questa la molla che spinge Hatfield a
prendere la diligenza. Nel corso del
viaggio, quando si tratta di decidere se
proseguire verso Lordsburg nonostante la
minaccia degli Apache, Hatfield si
affida alla sorte e scopre una carta: è
l'Asso di Picche, generalmente
considerato dai giocatori come un
presagio negativo. Il giocatore ha
deciso di sfidare la fortuna fino in
fondo. Ma il suo destino è segnato: sarà
l'unica vittima dell'attacco indiano.
Come è noto, infatti, al termine di un
viaggio avventuroso, la diligenza è
attaccata dagli Apache di Geronimo: i
passeggeri riescono a salvarsi
all'ultimo momento grazie all'arrivo
della cavalleria. Una volta arrivati a
Lordsburg, fra la folla eccitata che
circonda la diligenza, molti riconoscono
Ringo Kid (Wayne) e qualcuno corre in un
saloon per avvisare del suo arrivo i
fratelli Plommer, suoi mortali nemici.
Nel saloon il capo dei tre, Luke
Plommer, sta giocando a Poker: alla
notizia dell'arrivo di Ringo, si alza,
sorpreso e preoccupato. Tiene la carte
in mano, si guarda intorno e ordina a un
cow boy "i miei fratelli". Poi getta le
carte sul tavolo e abbandona la partita.
Le carte di Luke rimangono scoperte sul
tavolo: sono una Doppia agli Assi con
gli Otto, di Picche e Fiori. Dopo
qualche minuto i tre fratelli Plommer
cadranno nel duello con Ringo. Anche qui
si confema che nel West una Doppia agli
Assi con gli Otto, tutti neri, sia un
presagio di grande sfortuna. Mitico.
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Pat
Garret e Billy the Kid di Sam
Peckinpah, 1973
con Kris Kristofferson, James Coburn,
Jason Robards
Il
giovane fuorilegge Billy the Kid
(Kristofferson) è arrestato dallo
sceriffo Pat Garrett (Coburn), che in
passato era stato suo grande amico.
Billy è in prigione nella città di
Lincoln e passa il tempo a giocare a
Poker con Garrett e una delle guardie.
Quando Garrett si allontana, la partita
prosegue stancamente e Billy cerca di
provocare le due guardie per avere la
possibilità di fuggire. Con un aiuto
esterno riesce a liberarsi, ma per poter
fuggire, dovrà ucciderli entrambi.
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Poker alice di Arthur Seidelman,
1987
con Elizabeth Taylor, George Hamilton,
Tom Skerritt
Una
giocatrice di Poker (Taylor) vince un
bordello in una partita e lo gestisce
insieme ad un altro giocatore
professionista (Hamilton) e a un
pistolero (Skerritt). Mediocre.
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Poker di sangue di Henry Hathaway,
1968
con Robert Mitchum, Dean Martin, Inger
Stevens
In una
piccola città del west, un uomo è
accusato di barare in una partita di
Poker e viene impiccato. Per vendicarlo
arriva il fratello, un predicatore
(Mitchum), che vuole uccidere tutti i
responsabili, veri o presunti. La
vendetta è attuata con una piccola
pistola Derringer nascosta in una
Bibbia. L'unico a ribellarsi e a reagire
è un gambler spaccone e imbroglione
(Martin). Biblico.
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Posta grossa a Dodge City di Fielder
Cook, 1966
Henry Fonda, Joanne Woodward, Jason
Robards, Burgess Meredith
Un
giocatore d'azzardo (Fonda) di passaggio
a Dodge City con la moglie e il figlio,
entra al tavolo da Poker dove giocano
quattro fra i più ricchi uomini del
Texas. Comincia a perdere, rimanendo
quasi a zero: poi si sviluppa una mano
molto ricca di rilanci in cui il piatto
diventa enorme. Il giocatore vorrebbe
rilanciare forte sulla base delle carte
che ha: si assenta lasciandole al
figlioletto. Ma non trova soldi da
puntare e si sente male. La moglie
(Woodward) prende il suo posto: dice di
non sapere nulla del gioco del Poker, ma
chiede un prestito al banchiere della
città facendogli vedere le carte. Il
banchiere prima rifiuta, poi entra al
tavolo e punta una somma enorme.
Convinti di perdere, tutti i quattro
giocatori si ritirano, uno dopo l'altro:
la partita finisce .
Soltanto dopo si apprende che l'intera
vicenda è stata una finzione messa in
piedi dal banchiere per vendicarsi dei
quattro e che il giocatore, la moglie e
il bambino sono stati pagati per
recitare la loro parte. La mano vincente
non sarà svelata, ma il banchiere
commenta: "E' il più bel gioco che si
sia mai visto a Dodge". Da manuale.
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Regalo di Natale di Pupi Avati, 1986
con Diego Abatantuono, Carlo delle
Piane, Gianni Cavina, Alessandro Haber
E' la
notte di Natale: in una villa ottenuta
in prestito, quattro amici organizzano
un poker per spennare Santelia (Delle
Piane), un industriale ricco e
antipatico. Franco (Abatantuono),
gestore di un cinema, è il più bravo e
vince: ma Santelia ha i nervi saldi.
Nella mano decisiva, Franco ha un Full
d'Assi, punta una grossa somma:
Santelia, che ha preso una carta,
rilancia giocandosi qualche centianio di
milioni. Dopo una pausa di terribile
incertezza, Franco va a vedere: Santelia
ha un Colore di picche e vince la mano.
Le fasi della partita sono da vedere e
rivedere.
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Sfida all'O.K. Corral di John
Sturges, 1957
con Burt Lancaster, Kirk Douglas, Rhonda
Fleming
Doc
Holliday (Douglas), ex medico afflitto
da tubercolosi, è un giocatore di poker
professionista che si è fatto la fama di
un baro dalla pistola facile. Il duro e
puritano Wyatt Earp (Lancaster) lo aiuta
a sfuggire ad un linciaggio: Holliday si
stabilisce a Dodge City, dove Earp è
sceriffo, e, per sdebitarsi, lo aiuta
contro la furia dei cowboy guidati da
Shangai Pierce. Quando i cowboy arrivano
in città, sparando a casaccio e
fracassando tutto, Holliday si trova in
una saletta dell'albergo e gioca a poker
contro un croupier: mentre questi cerca
di ripararsi dai colpi, Holliday rimane
imperturbabile e lo invita a continuare.
Quando la banda irrompe nella hall
dell'albergo, dove si sta svolgendo una
festa, nemmeno l'arrivo di Earp riesce a
intimorire i cowboy. Nel momento più
critico Holliday interviene, pistola in
pugno e salva la situazione con la
battuta "signori, mi avete interrotto
proprio mentre stavo vincendo".
Paradigmatico.
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Sfida infernale di John Ford, 1946
con Henry Fonda, Victor Mature, Linda
Darnell, Walter Brennan
Appena
eletto sceriffo di Tombstone, Wyatt Earp
(Fonda) incontra Doc Holliday (Mature),
un giocatore di professione rovinato
dall'alcol e della tisi. Nel saloon Doc
sta minacciando con protervia un
giocatore che accusa di essere un baro:
Earp gli spiega che casomai questo tocca
a lui. Sulla pelle del giocatore caciato
dalla città, i due consacrano una forte
amicizia. Ma Doc è instabile e
oltretutto si picca di essere un
intellettuale: celebre la sequenza della
recita del monologo di Amleto da parte
di Holliday al posto del vecchio attore
ubriaco. Retorico.
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Silverado di Lawrence Kasdan, 1990
con Kevin Kline, Scott Glenn, Kevin
Kostner, Brian Dennehy, Jeff Goldblum
Il
saloon di Silverado è gestito da uno
sceriffo corrotto (Dennehy) che assolda
un giocatore di professione (Goldblum),
che gioca a Poker con un coltello nello
stivale.
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La
stangata di George Roy Hill, 1973
con Robert Redford, Paul Newman, Robert
Shaw.
Chicago, Illinois, 1936. Johnny Hooker
(Redford) e Henry Gondorff (Newman) sono
due truffatori che vogliono incastrare
il gangster Doyle Lonegan (Shaw) per
vendicare la morte di un amico. L'amo
lanciato dai due è una partita di poker
sul treno New York-Chicago.
Gondorff riesce a farsi ammettere come
quinto giocatore al tavolo privato dove
Lonegan gioca: finge di essere un
"pollo", rozzo e ubriacone. Ben presto
comincia a vincere e provoca Lonegan
sbagliando il suo nome o vantandosi
delle vincite: la tensione cresce e due
dei giocatori decidono di smettere.
Lonegan chiede una pausa e decide di
giocare con un mazzo truccato: fa le
carte per la mano decisiva. Gondorff
apre con un Tris di Tre e Lonegan
rilancia con una Coppia di Nove: si
cambiano le carte e Gondorff fa un Poker
di Tre mentre Lonegan un Poker di Nove.
Partono i rilanci e Lonegan, sicuro di
vincere, punta 10.000 dollari. Gondorff
vede e scopre le sue carte: ha un Poker
di Jack con cui vince la mano. Il
commento di Lonegan ai suoi scagnozzi:
"non potevo mica dirgli che bara meglio
di me".
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Tombstone di George Cosmatos, 1993
con Kurt Russell, Val Kilmer
Ex
sceriffo di Dodge City, Wyatt Earp
(Russell) arriva a Tombstone per aprire
una casa da gioco: suo alleato diventa
Doc Holliday (Kilmer), un giocatore di
professione, qui come non mai esangue e
paranoico. Ben presto si arriva allo
scontro con i nemici della banda
Clanton. Farsesco.
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L'uomo dal braccio d'oro di Otto
Preminger, 1955
con Frank Sinatra, Eleanor Parker, Kim
Novak
Nella
Chicago anni '50 Frankie Machine
(Sinatra) è un batterista drogato che fa
anche il "cartaio" ai tavoli da poker
per un biscazziere. L'amore di una donna
lo salverà.
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Via
col vento di Victor Fleming, 1939
con Clark Gable, Vivien Leigh, Leslie
Howard, Olivia De Havilland
Nella
città di Atlanta devastata dalla guerra,
Rossella O' Hara (Leigh) cerca con ogni
mezzo di ottenere dei soldi per non
perdere la piantagione di Tara. Fa
visita al capitano Rhett Butler (Gable)
che è stato arrestato con l'accusa di
traffici illeciti. Rossella si reca alla
prigione e trova il capitano di ottimo
umore, impegnato a giocare a poker con
alcuni ufficiali nordisti. L'incontro
non dà l'esito sperato: Butler si
dimostra inaffidabile e Rossella lo
lascia infuriata.
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Wyatt Earp di Kevin Kostner, 1994
con Kevin Kostner, Denis Quaid, Gene
Hackman
Proveniente dall'est, il giovane Wyatt
Earp (Kostner) e i suoi fratelli
decidono di sistemarsi a Tombstone,
Arizona. Qui vive anche il celebre Doc
Holliday (Quaid), ex dentista che ora fa
il giocatore di professione, cinico e
disamorato. La guerra con la banda dei
Clanton si trasforma via via in un
massacro senza limiti. Scolastico.
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